Michael Heizer

Michael Heizer, Negative Line, Fondazione Prada, Milano,1996. Foto: Attilio
Michael Heizer, Negative Line, Fondazione Prada, Milano,1996. Foto: Attilio Maranzano.

Michael Heizer

è uno degli artisti americani più influenti nel campo della Land art.

Heizer nasce nel 1944 a Berkeley in California. Il padre, un antropologo famoso, gli trasmise la passione per la cultura dei nativi americani, della quale possiamo ritrovare una traccia nelle sue installazioni.

Dopo essersi trasferito nei territori dell’ovest, come il Perù e la Bolivia, trova nel deserto del Nevada la giusta ispirazione. In questo contesto infatti realizza alcune delle sue opere più famose tra cui il progetto City.

Michael Heizer, Negative Line, Fondazione Prada, Milano,1996. Foto: Attilio Maranzano.
Michael Heizer, Negative Line, Fondazione Prada, Milano,1996. Foto: Attilio Maranzano.

Presso la stessa terra selvaggia e incontaminata Heizer, in collaborazione con il collega Walter De Maria, pone le premesse per quella forma d’arte d’avanguardia che poi verrà chiamata Land art o earth art.

In Double Negative per esempio, probabilmente l’opera più famosa dell’artista, la terra viene utilizzata, quasi per la prima volta, come tela sulla quale Heizer è libero di creare.

Michael Heizer, Stele I e Stele II, Fondazione Prada, Milano,1996.
Michael Heizer, Stele I e Stele II, Fondazione Prada, Milano,1996.

La sua innovativa operazione lo ha portato in giro per il mondo. Intorno agli anni ’70 è stato uno degli artisti più richiesti dall’opinione pubblica e per questo motivo gli sono state dedicate numerose mostre personali.

Michael Heizer alla Fondazione Prada

La prima personale dell’artista in Italia venne realizzata nel 1996 alla Fondazione Prada. Per quest’occasione Heizer realizzò delle opere specifiche.

Negative Line riprende il concetto dell’ambivalenza tra positivo/negativo: già sperimentata da Heizer in NevadaQuesta volta però la linea assume un andamento irregolare. Un elemento in acciaio a zig-zag solca il pavimento della Fondazione.

Le gigantesche pietre di diorite che compongono Stele I e II sono state prelevate direttamente da una cava californiana. In esse l’artista ha aggiunto il suo tocco decorandole con alcuni elementi astratti, tipici delle sue opere pittoriche, e infine le ha incorniciate con diversi elementi in acciaio.

 

 

Credits: http://www.fondazioneprada.org/project/michael-heizer/ ;

http://doublenegative.tarasen.net/