I Labirinti di Chamois

 

La Valle d’Aosta nel 2016 è stata lo scenario perfetto per la realizzazione di particolari operazioni di Land Art. L’autore dei Labirinti è la guida ambientale Gian Mario Navillod, il quale è stato aiutato dal maestro d’arte Eric Navillod.

La sede di queste installazioni è Chamois. Si tratta di un piccolo comune tra le Alpi in prossimità del Cervino. Non si tratta tuttavia della comune meta per le nostre vacanze invernali. In questo luogo è stata vietata la costruzione delle strade asfaltate. Dunque è molto difficile da raggiungere.

Si è preferito preservare il paesaggio naturale dalle più invasive contaminazioni esterne.  Dunque ci si può immergere in una profonda sintonia con la natura.

Sembrerebbe allora quasi una contraddizione che una delle massime espressioni d’arte contemporanea abbia trovato collocazione in questo paesaggio disincantato.

La prima iniziativa artistica realizzata da Gian Mario Navillod è stata:

 

  Il Labirinto di San Valentino.

Con un diametro di 29 m siamo davanti al più particolare labirinto di tutta la Valle d’Aosta. E’ stato collocato sotto l’hotel Maison Cly. La realizzazione è avvenuta mediante l’esclusivo utilizzo delle ciaspole per le passeggiate sulla neve. L’operazione non è stata eseguita unicamente per celebrare questa ricorrente festa degli innamorati, ma presenta un significato più complesso.

In realtà per l’esecuzione la guida montana si è ispirata al disegno del labirinto del pavimento di Chartres. Al centro di una delle Chiese gotiche più importanti della Francia troviamo dunque tale motivo. La cui funzione era quella di poter essere percorso da qualsiasi fedele, il quale arrivando al centro di tale struttura, poteva realizzare qualsiasi suo desiderio, a patto che poi fosse riuscito a tornare indietro.

A Chamois al centro di questi immensi e intricati cerchi concentrici è stato disposto un cuore.

Il Labirinto di San Valentino, Gian Mario e Eric Navillod, Chamois, Valle d'Aosta.
Il Labirinto di San Valentino, Gian Mario e Eric Navillod, Chamois, Valle d’Aosta, 2016.

 

Perseguendo questa loro poetica i due Navillod hanno dato vita ad altre due installazioni di Land Art.

L’8 marzo 2016 in prossimità dell’aeroporto di Chamois, il primo altiporto d’Italia, sulla neve è stato tracciato il più grande labirinto di sempre. Per raggiungere il centro

 del Grande Labirinto

era necessario 1 km di passeggiata in mezzo alla neve. Costituito da sei cerchi concentrici, i quali secondo la volontà degli autori, volevano ricordare le necessarie azioni eseguite ogni singolo giorno da tutte le donne. Esse ci danno da mangiare e da bere se abbiamo fame o sete, ci ospitano se ci occorre un tetto, ci vestono per coprirci dal freddo, ci sostengono e ci curano. Tuttavia è possibile attribuire all’opera anche un significato sociale ed etico più complesso, legato alla tematica dell’asilo. Si vuole ricordare quanto questa tematica attuale abbia in realtà delle origini pregresse e quanto sia importante in questo senso la collaborazione e tolleranza verso il prossimo.

Il Grande Labirinto, Gian Mario e Eric Navillod, Chamois, Valle d'Aosta, 2016.
Il Grande Labirinto, Gian Mario e Eric Navillod, Chamois, Valle d’Aosta, 2016.

Infine pochi giorni fa, il 18 dicembre 2016, la montagna è stata decorata con il

 Labirinto di Natale.

La cui volontà è quella di augurare a tutti, nel modo più suggestivo di tutti, delle Buone Feste!

Il Labirinto di Natale, Gian Mario e Erico Navillod, Chamois, Valle d'Aosta, 2016.
Il Labirinto di Natale, Gian Mario e Erico Navillod, Chamois, Valle d’Aosta, 2016.