37.2

37.2

è un laboratorio artistico nato dall’incontro tra la Francia e l’Italia.

L’architetto torinese Francesca Bonesio sperimenta differenti forme d’arte contemporanea con il partner e fotografo Nicolas Guiraud.

I due, dividendosi tra Italia e Francia, utilizzano come contesto per le loro creazioni, quasi, l’intera superficie del continente europeo. Al centro delle loro sperimentazioni abbiamo il concetto di spazio. Concetto che può essere percepito nella sua vera essenza e complessità unicamente dalla figura umana.

Quest’ultima dunque è sempre presente nelle opere dell’Ateliers 37.2 nei panni di protagonista e, allo stesso tempo, di referente privilegiata.

Whitewalkers, 37.2, Faenza, Italia.
Whitewalkers, 37.2, Faenza, Italia.

Come in uno spettacolo teatrale, attraverso pochi elementi, si vogliono evocare la fantasia e l’immaginazione dello spettatore. Si tratta di realizzazioni in situ, le quali nascono con l’idea di creare una forte connessione tra l’uomo e il contesto prescelto dagli artisti.

Dunque la Land Art, la micro architettura e la sculture abitate sono i mezzi prediletti per raccontare la storia di una galleria, di uno spazio urbano, di un campo o di uno luogo pubblico, dei quali si vuole rievocare il passato e far immaginare il futuro.

Whitewalkers, 37.2, Ravenna , Italia.
Whitewalkers, 37.2, Ravenna, Italia.

Una delle opere più recenti e significative del laboratorio 37.2 è The Whitewalkers (I Camminatori bianchi).

Il progetto è dinamico in quanto riesce a giocare abilmente con i temi più differenti. Il titolo è ripreso dagli estranei, i personaggi che minacciano la barriera di George R. R. Martin nella sua saga del Trono di Spade. Il concetto della barriera è associato in realtà al tema più complesso e attuale dell’emigrazione, che da tempo ormai caratterizza la storia europea.

Whitewalkers, 37.2, Faenza, Italia.
Whitewalkers, 37.2, Faenza, Italia.

Per ricordare l’idea del movimento, della migrazione e dunque dello scambio, i due artisti hanno realizzato circa 200 installazioni in più di 50 siti disseminati in tutta Europa. Si tratta di sculture bianche in legno grezzo. Un materiale naturale che con il tempo andrà dunque a deteriorarsi e che per la sua finita durata può essere assimilato al passaggio dell’uomo sulla terra.

Queste figure vagano tra Ravenna, Faenza, Sanzara, la Francia e arrivano anche in Islanda cercando un luogo che le possa aiutare a (ri)-costruire la loro identità.

 

Credits: http://www.37-2.com/.