Giuliano Mauri

Giuliano Mauri

Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale.
Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale.

è stato uno degli esponenti più determinanti dell’arte ambientale italiana. Nasce a Lodi Vecchio nel 1938 e a partire dall’età di 10 anni inizia a lavorare come panettiere. Sin da subito però mostra un pronunciato interesse verso l’arte e il pugilato. Si trasferisce dunque a Milano nel 1951 per poter intraprendere la carriera di boxeur professionista. Nel frattempo entra però in contatto anche con alcuni dei più importanti circoli artistici della città.

E’ però il 1974 l’anno di svolta per la sua carriera.

Da questo momento in poi Giuliano Mauri inizia a far conoscere le proprie opere individualmente. Viene invitato ad esporre alcune delle sue più caratteristiche installazioni in diverse esibizioni importanti. Tra queste la Biennale di Venezia e diverse collettive.

L’artista diventa talmente influente che gli vengono organizzate delle mostre personali. Le più suggestive sono state spesso organizzate dall’Accademia di Brera.

L’artista muore nel 2009, lasciando incompiuta una delle opere a cui teneva di più, La Cattedrale Vegetale nella sua città natale, Lodi.

Le opere di Mauri.

Albero di Cento nidi, Giuliano Mauri, Lodi, 1992.
Albero di Cento nidi, Giuliano Mauri, Lodi, 1992.

Pur realizzando opere di diverso genere come video, performance, fotografie, installazioni ambientali o opere d’arte contemporanea, tutte le creazioni di Mauri possono essere ricondotte alla medesima problematica. La sua prerogativa era quella di creare una sorta di dialogo tra l’uomo e la natura. Il lavoro dell’artista però deve sempre essere minimo e poco evidente. Dunque deve essere in qualche modo subordinato alla natura e al suo inevitabile scorrere del tempo. Mauri dà molta importanza ai luoghi. La sua arte ambientale trova pertanto ispirazione dal paesaggio naturale. E solo a questo punto l’artista riesce a rendere concreta la sua immaginazione. Fondamentale nella sua operazione è dunque il rapporto di continuità tra arte e natura, le quali si completano a vicenda. Questa poetica la ritroviamo anche nel materiale più utilizzato nelle sue opere, il legno.

La cattedrale Vegetale

Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Val di Sella, 2001.
Cattedrale Vegetale, Giuliano Mauri, Val di Sella, 2001.

è la sintesi di tutta la poetica dell’artista. Nella sua carriera Mauri aveva in mente di realizzare diverse operazioni di questo genere. La prima Cattedrale Vegetale è stata realizzata nel 2001 nello splendido scenario della Val di Sella. Si tratta di una struttura particolare, che non vuole essere un’architettura, ma: “La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.”(Giuliano Mauri). 

Il vero scopo dell’operazione, e di buona parte dell’opera di Mauri, è collaborare con la natura alla crescita dei suoi elementi. In questo caso l’artista dona ad un ottantina di alberi, 40 per parte, la struttura di pilastri che si innalzano verso il Cielo per circa 12 m, per poi successivamente incurvarsi e dar forma ad un’ogiva che ricorda le navate delle Chiese gotiche.

La seconda cattedrale viene portata a termine dal figlio nel 2010. Dunque un anno dopo la morte dell’artista. Collocata ai piedi del Monte Arera è costituita da 5 navate, 42 colonne ottenute con 4 differenti materiali lignei.

Giuliano Mauri, Cattedrale Vegetale, Lodi, 2016.
Cattedrale Vegetale, Giuliano Mauri, Lodi, 2016.

Per celebrare dunque la figura di questo grande artista la sua città ha deciso di portare a compimento la sua ultima volontà: La Cattedrale di Lodi. Realizzata nel 2016 e costituita da 108 alberi si distende su un’area di 1618 mq, così da sostenere in questo modo la crescita di un meraviglioso parco ambientale.